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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Cosa penso della parola ‘denuncia’

DOSSIER ANNA: UN OMICIDIO DI STATO


Da anni, dopo essere stata avvelenata, denunciava di essere minacciata per le sue battaglie di verità e giustizia.

 

Anna Politkovskaya

Nell’Anniversario del suo vile assassinio, da parte della mafia di Stato russa, avvenuto a Mosca, il 7 ottobre 2006, desideriamo rendere onore alla valorosa collega Anna Politkovskaya, giornalista famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e le brutalità compiute dalle truppe federali. Anna è stata freddata dai killer del potere nell’ascensore della sua abitazione moscovita con un colpo secco alla testa e i vili mandanti, come gli esecutori materiali, sono rimasti ovviamente “ignoti” alla magistratura asservita al Cremlino, nonostante la polizia russa abbia rinvenuto l’arma dell’esecuzione politico-mafiosa e sequestrato il computer della Politkovskaja con tutto il materiale che la coraggiosa giornalista stava per pubblicare, tramite l’editore della Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, proprio il giorno in cui è stata uccisa. Un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov. Muratov aggiunge che risultano sparite anche due foto. Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla Novaya Gazeta.


Anna aveva 48 anni e due figli. Scriveva per il quotidiano dell’opposizione Novaya Gazeta. Nel settembre del 2004, mentre si apprestava a recarsi a Beslan per seguire il sequestro e il massacro degli ostaggi nella scuola numero 1 del capoluogo dell’Ossezia del Nord, era rimasta vittima di un misterioso avvelenamento da lei attribuito ai servizi segreti russi. Alle vicende del conflitto ceceno si era appassionata alla fine degli anni ’90, e non solo come cronista: nel dicembre del 1999 fu lei a organizzare, sotto una pioggia di bombe, l’evacuazione dell’ ospizio di Grozny, mettendo in salvo 89 anziani. (altro…)

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