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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Cosa penso della categoria ‘Tutto’

Apr
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NEWS IN PILLOLE

Categoria:

Donne, Estero, Tutto

5 aprile : Comitato Olimpico di Riyad

Nessuno sa chi salirà sul podio alle prossime Olimpiadi di Londra. Ma si può già dire con certezza chi non sarà incoronato con l’alloro olimpico: nell’estate del 2012 sarà impossibile vedere una donna saudita con al collo una medaglia. È quello che ha sentenziato il Comitato Olimpico di Riyad che ha escluso l’invio di atlete ai giochi che si svolgeranno nella capitale britannica.

“Per ora non sponsorizzeremo la partecipazione di alcuna donna alle Olimpiadi o ad altri campionati internazionali”, ha annunciato il principe Nawaf bin Faisal durante una conferenza stampa a Jedda. L’emiro ha però aggiunto che se le saudite vorranno prendere parte alla competizione in modo autonomo sono libere di farlo. “In quel caso le nostre autorità si assicureranno che la loro partecipazione non violi la sharia, la legge islamica”.

L’unica donna che a luglio volerà in Europa a rappresentare lo stato degli sceicchi sarà la bella diciottenne Dalma Malhas, campionessa equestre di salto a ostacoli. La giovane ha già vinto una medaglia di bronzo alle Olimpiadi Giovanili di Singapore, a cui aveva partecipato solo perché invitata dal Comitato Olimpico Nazionale.

Finora solo tre stati non hanno mai inviato donne ai giochi olimpici: l’Arabia Saudita, il Brunei e il Qatar. Quest’ultimo però, candidato ad ospitare le Olimpiadi del 2020, ha annunciato che invierà a Londra le proprie atlete.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1042288/nessuna-donna-saudita-alle-olimpiadi-di-londra.shtml

 

4 aprile :  Suu Kyi vince elezioni, “Nuova era in Myanmar”

La premio Nobel: “E’ una vittoria del popolo”
Migliaia di sostenitori hanno trascorso la notte in festa nel quartier generale: conquistati 43 seggi su 44

La leader d’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, che ha conquistato il seggio in parlamento dopo 15 anni di domiciliari, ha salutato in un comunicato la “vittoria del popolo” e ha chiesto al suo partito e ai sui sostenitori di astenersi da qualsiasi esternazione eccessiva. E’ “l’inizio di una nuova era”, ha esultato la premio Nobel per la pace, che col suo partito ha conquistato 43 seggi su 44.”Non è tanto un nostro trionfo, quanto un trionfo di coloro che hanno deciso di partecipare al processo politico di questo Paese”, ha detto Suu Kyi. “Cio che importa non è il numero di seggi ottenuti, benchè siamo ovviamente molto soddisfatti di averne ottenuti così tanti, ma il fatto che la gente dimostri tanto entusiasmo nella sua partecipazione al processo democratico”, ha aggiunto la leader dell’Lnd …

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1041866/suu-kyi-vince-elezioni-nuova-era-in-myanmar-la-premio-nobel-e-una-vittoria-del-popolo.shtml

 

29 marzo : From Egypt Independent

Women’s council offended over female representation on assembly. With female members making up six percent of the body that will draft Egypt’s new constitution, The National Council for Women on Wednesday called the poor representation “extremely offensive” in a statement.

Council head Mervat al-Talawy said in the statement that the percentage of females appointed to the assembly does not in any way reflect women’s role in society. The statement stressed that the constitution is for all Egyptians, not exclusively the majority party

 

http://english.alarabiya.net/articles/2012/03/29/203944.html

http://www.egyptindependent.com/node/738836

 

28 marzo : Jail may await Afghan women fleeing abuse and rape: HRW

Once leaving prison, Afghan women and girls face strong social stigma in the conservative country and may be killed in so-called “honor killings.” (Reuters). For Afghan women, the act of fleeing domestic abuse, forced prostitution or even being stabbed repeatedly with a screwdriver by an abusive husband, may land them in jail while their abusers walk free, Human Rights Watch said.

 

27 marzo : 16enne Amina Filali

La 16enne Amina Filali dopo essere stata stuprata, picchiata e costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata perché il codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di sposare la sua vittima se questa è minorenne. Mettiamo fine a questa vergogna e facciamo pressione sul governo affinché mantenga la sua promessa di adottare una legge che riformi il sistema attuale e fermi la violenza contro le donne. Firma la petizione e inoltrala a tutti:

Firma la petizione
Giorni fa Amina Filali, una 16enne che è stata stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: era l’unico modo per sfuggire all’inferno in cui il suo stupratore e la legge l’avevano rinchiusa. Se agiremo ora potremo far sì che questa tragedia inenarrabile non colpisca qualcun altro.

L’articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne. E’ dal 2006 che il governo promette di mettere fine a questo orrore e di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne, ma finora sono state solo parole al vento.

Centinaia di manifestanti marocchini sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento reale, accendendo i riflettori sul Primo ministro e su tutto il governo, e i media internazionali hanno raccontato la notizia. Se riusciremo a fare pressione ora potremo ottenere finalmente un passo in avanti. Firma ora la petizione per una legge forte che fermi la violenza contro le donne e che includa l’abolizione dell’articolo 475. Non appena raggiungeremo 250.000 firme le consegneremo direttamente ai decisori:

http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl

 

14 marzo

Moroccan girl commits suicide after being forced to marry her rapist

Moroccan feminists have long demanded changes to a law that exempts a rapist from punishment if he agrees to marry his victim

http://english.alarabiya.net/articles/2012/03/14/200577.html

 

8 marzo 2011 – 2012 : Quelle mille donne che hanno fatto fiorire la primavera araba

Il testimone del cambiamento in pochi mesi è passato  nelle loro mani

Esattamente un anno fa, 8 marzo 2011, nel pieno di una rivoluzione sociale che mobilitava contro il governo milioni di egiziani, un corteo di mille donne si avviò verso piazza Tahrir, per celebrare la festa dei loro diritti. Vennero bloccate dagli uomini, dai loro stessi uomini in molti casi. I cartelli vennero strappati e loro invitate a tornare indietro con quel semplice avvertimento che tante donne hanno ascoltato in tante rivoluzioni: «Non è il momento…». Come se i diritti femminili fossero un di più, una sorta di bonus dei tempi di vacche grasse.

Oggi, un anno dopo, quel migliaio di donne, ovunque siano (visto che sono rimaste sconosciute dietro i veli, come spesso capita nel mondo arabo), possono però misurare il loro successo. Il testimone del cambiamento nell’attuale mondo è passato in pochi mesi nello loro mani. Nessuno dubita del loro protagonismo, né del ruolo decisivo che hanno avuto negli eventi «epocali» dentro i loro Paesi.

http://www3.lastampa.it/donna/sezioni/articolo/lstp/445523/

 

8 marzo : Tunisia proposta odalisca contro l’adulterio

Bahri Jlassi, presidente del Partito per l’apertura e la fedeltà, (già solo esistenza di un partito del genere colpisce e non poco le orecchie occidentali) ha chiesto che, nella Charta della Tunisia, sia riconosciuto agli uomini di avere, oltre alla moglie legittima, una odalisca (‘jarya’, schiava vergine dell’harem), così da combattere fenomeni quali il divorzio, l’adulterio, il nubilato, oltre ad alcuni tipi di unione che, sanciti in ambito solo religioso, non hanno alcun effetto civile.

Ma per Jlassi mettersi in casa una odalisca consentirebbe di ”ristabilire l’equilibrio sociale e morale della società tunisina” che, dice convinto, ha sofferto di quella che ha definito la laicita’ del Codice di statuto personale (l’insieme dei diritti di ciascun individuo), aggiungendo che, nel corso degli ultimi cinque decenni, la poligamia e’ stata ”criminalizzata”.

Vorrei suggerire al caro signor Jlassi che per combattere l’adulterio o robe simili si potrebbe anche applicare quella che nel Medioevo era chiamata la “legge del taglione”, come deterrente invece di continuare a considerare la donna alla stregua di oggetto.

http://www.corriereinformazione.it/2012030717803/attualita/8-marzo-in-tunisia-proposta-odalisca-contro-ladulterio.html

 

7 marzo : Bolzano, primavera araba, alle donne tunisine il Premio Alexander Langer
Il Premio internazionale Alexander Langer e’ stato assegnato all’Associazione Tunisina delle donne democratiche (Association Tunisienne des femmes democrates). ”Puntando i riflettori sulle rivolte della primavera araba, la Fondazione ha individuato nell’associazione tunisina delle donne democratiche un simbolo della forte spinta verso la democrazia in atto nel mondo arabo”, sottolinea il comitato scientifico del premio intitolato al leader Verde scomparso. (ANSA).

http://www.ladige.it/articoli/2012/03/07/primavera-araba-donne-tunisine-premio-alexander-langer

 

7 marzo : Roma, primo imam donna d’Italia, diritti per donne ma no legge su velo

Trentina ma di origine siriane, 35 anni, con studi di teologia a Parigi e una laurea a Lione, oggi insegnante di cultura araba: è questo l”identikit’ di Nibras Breigheche, la prima donna chiamata a far parte di un’associazione nazionale musulmana di imam – l’Associazione Islamica Italiana degli imam e delle guide religiose, nata lo scorso dicembre, con l’obiettivo di formare i leader religiosi musulmani del nostro Paese. Intervistata da Mondo e Missione, mensile del Pime di Milano, Breigheche sottolinea che “non è vero che l’islam vuole donne ‘sottomesse’: perla mia religione uomini e donne hanno gli stessi identici diritti”. La prima imam donna d’Italia, che è anche responsabile per il dialogo interreligioso dell’Associazione Donne Musulmane d’Italia, non si stupisce per la sua nomina: ”La presenza di donne nell’associazionismo islamico non è una novità – racconta – e soprattutto ce ne sono molte attive nelle esperienze quotidiane, come le scuole di lingua araba e cultura islamica avviate nelle principali città d’Italia”.

http://it.notizie.yahoo.com/islam-primo-imam-donna-ditalia-diritti-per-donne-164400839.html

 

21 febbraio 2011 : Rapporto ECRI sul razzismo in Italia

Strasburgo, 21 febbraio 2011. E’ stato pubblicato il nuovo Rapporto dell’ECRI (Commissione europea contro il Razzismo e l’Intolleranza del Consiglio d’Europa).
Tra le fonti relative all’Italia è citato il Gruppo EveryOne, uno dei ns. patner, a testimonianza di un rapporto di collaborazione con le istituzioni internazionali che produce effetti importanti nel nostro Paese, riducendo le terribili conseguenze della discriminazione, dell’esclusione sociale, degli sgomberi indiscriminati, degli abusi polizieschi e giudiziari contro gli individui più vulnerabili. Il Rapporto rivela ancora una volta un tasso di razzismo e intolleranza inaccettabile, che si riflette sia sulle politiche sul popolo Rom, sia su quelle concernenti l’accoglienza dei rifugiati e degli stranieri indigenti. Da notare come il Gruppo EveryOne, che da anni lavora per migliorare la civiltà dei diritti umani in Italia, è regolarmente ignorato dalle istituzioni nazionali quando intraprendono politiche sulle minoranze e subisce una persecuzione politica e giudiziaria che pone i suoi attivisti sotto un costante pericolo di subire gravi abusi e ne intacca le già scarse risorse economiche (risorse personali, dato che l’organizzazione si autofinanzia), costringendoli a difendersi da accuse pretestuose, tutte legate al loro lavoro umanitario.
 

http://www.stranieriinitalia.it/images/ecri21feb2012.pdf

 
www.everyonegroup.com

info@everyonegroup.com

Lunedì 19 Dicembre 2011 – 09:30

Ragazza picchiata dalle forze dell’ordine

 


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