Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Cosa penso della categoria ‘madre’

Monday, 20 February 2012

Syrian activist Razan Ghazzawi is freed

by authorities for a second time

 

Syrian authorities have freed prominent blogger Razan Ghazzawi, along with six other female activists arrested last week during a security raid on the Syrian Centre for Media and Freedom of Expression, located in central Damascus and headed by rights activist Mazen Darwish.

It was her sister Nadine who confirmed the news on Twitter: “@NadineGhazzawi: #FreeRazan #Syria Sister is home…but she can’t leave the country anymore…they won’t allow her”.

The arrest is yet another sign of the efforts deployed by the government to crack down on bloggers and activists and to put out all social media platforms supporting the revolution.

The women were released late Saturday, while other male activists from the same group, including Darwish, remain in custody.

Razan and the other women were ordered to report to the police on daily basis in order to pursue their interrogation. According to human rights lawyer Anwar Bunni, the authorities are investigating the sources of information used by the center, as well as its origin of funding.

Since the start of the Syrian uprising, nearly a year ago, Razan, an English literature graduate from Damascus University, has been arrested (and freed) twice, becoming a symbol of the opposition to the Assad’s regime. Her first arrest last December took place by the border while on her way to attend a conference in Jordan.

The U.S.-born Syrian blogger is known for her fierce criticism of the Syrian government, mostly expressed on her blog Razaniyyat (razanghazzawi.com),
and via her twitter account @RedRazan.

Ghazzawi currently works at the Syrian Centre for Media and Freedom of Expression where she was reportedly arrested last week. Many believe the blogger was released (twice) thanks to propagated media and online campaigns that drew attention to her situation and possibly because she carries a U.S. passport as well.

In one of her latest blog posts Razan wrote: “People who do not live in a country that is living a revolution may not know that time, is revolutionaries’ biggest enemy.”

 

http://english.alarabiya.net/articles/2012/02/20/195939.html

 

Pakistan makes domestic violence a criminal offence

 

Pakistan’s Senate on Monday passed a bill that makes violence against women and children an offence carrying jail terms and fines, state media said.

The Domestic Violence (Prevention and Protection) Bill was introduced by Senator Nilofar Bakhtiar and passed unanimously by the upper house of the federal parliament, Pakistan Television reported.

The law was already passed unanimously in the National Assembly, the lower house of parliament, in August 2009. It will come into effect after President Asif Ali Zardari signs it into legislation.

Those found guilty of beating women or children will face a minimum six months behind bars and a fine of at least 100,000 rupees ($1,100).

Besides children and women, the bill also provides protection to the adopted, employed and domestic associates in a household.

The law classifies domestic violence as acts of physical, sexual or mental assault, force, criminal intimidation, harassment, hurt, confinement and deprivation of economic or financial resources.

Previously, if a man beat his wife or children, police could not arrest him and it was considered a domestic affair.

Human rights groups say Pakistani women suffer severe discrimination, domestic violence and so-called “honor” killings — when a victim is murdered for allegedly bringing dishonor upon her family.

They say that women are increasingly isolated by spreading Islamist fundamentalism in Pakistan, where the Taliban threaten parts of the northwest.

 

http://english.alarabiya.net/articles/2012/02/20/195970.html

 

Monday, 06 February 2012

Premio Makwan all’attivista egiziano Hamby Al Azazy


Il Premio Makwan 2011 è stato assegnato all’attivista egiziano Hamdy Ahmed Al-Azazy, presidente della ONG New Generation Foundation for Human Rights di Arish (Nord del Sinai, Egitto), votato dagli attivisti del Gruppo EveryOne e dagli operatori umanitari scelti per votare i difensori dei diritti umani che in tutto il mondo si sono distinti per il loro coraggio e i loro risultati.

Hamdy Ahmed Al-Azazy, da anni si dedica all’assistenza dei profughi, in particolare ai sub sahariani che si trovano nelle carceri e negli ospedali, battendosi inoltre, alla tutela dei loro diritti.

Il Premio Makwan per i Diritti Umani, che è dedicato alla memoria del ventunenne gay Makwan Moloudzadeh, impiccato il 5 dicembre 2007 in Iran, è un riconoscimento assegnato ogni anno a persone, enti o organizzazioni che si sono distinte per azioni o progetti a tutela dei diritti fondamentali degli individui, dei gruppi sociali e dei popoli.

Questa la motivazione data dalla giuria: “Negli ultimi anni Hamdy Al Azazy si è impegnato per contrastare i traffici di esseri umani e organi nel Sinai egiziano, opponendo le ragioni dell’umanità al tragico fenomeno dei rapimenti di profughi in fuga da crisi umanitarie, perpetrato da bande di predoni che operano ad Arish, Rafah, Gorah, Sheikh Zuweid e altre città del Sinai. Con la propria opera a tutela della vita dei migranti, Al-Azazy ha permesso nell’ultimo anno la liberazione di centinaia di profughi e, attraverso difficili azioni diplomatiche nei confronti delle autorità egiziane e internazionali, e dei capi-tribù beduini del Sinai, la riduzione della tratta di migranti e rifugiati, nonché della compravendita di organi umani”.

Insieme al Gruppo EveryOne, di cui la New Generation Foundation for Human Rights è partner, Hamdy ha cooperato con la CNN nella realizzazione del documentario Death in the Desert, andato in onda per la prima volta il 5 novembre 2011, che ha contribuito in misura decisiva a diffondere nel mondo le immagini e informazioni sul traffico di esseri umani e organi nel Sinai, inducendo le autorità egiziane e internazionali ad agire con una determinazione mai vista prima.

Hamdy Al-Azazy, che si occupa inoltre della preparazione e della sepoltura delle salme dei profughi che muoiono nei campi di prigionia gestiti dai trafficanti nel deserto al confine con Israele, spesso dopo aver subito l’espianto dei reni, ha subito minacce di morte e recentemente, anche grazie all’intervento dell’organizzazione Front Line Defenders è stato costretto a trasferirsi temporaneamente al Cairo per sottrarsi alle violenze di alcune bande criminali.

“Il premio assegnato da EveryOne si propone di segnalare alle Istituzioni egiziane e internazionali – dichiarano i presidenti Malini, Pegoraro e Picciau – la necessità di sostenere e tutelare la vita e l’opera umanitaria di Hamdy El-Azazy, che nonostante gli innumerevoli rischi continua ogni giorno, con coraggio e determinazione, a salvare vite umane, preservandone tante altre da gravi drammi umanitari”.

 

http://www.italnews.info/2012/02/06/premio-makwan-all%E2%80%99attivista-egiziano-hamby-al-azazy/

http://everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2012/2/5_Premio_Makwan_2010_a_Hamdy_Al-Azazy,_difensore_dei_profughi_nel_Sinai.html

“Libero” …  shock!!!


Se non fosse che “Libero” beneficia di milioni di euro di finanziamento pubblico non avremmo nemmeno preso in considerazione l’ultimo delirio diffuso oggi dal quotidiano di Belpietro: un articolo assurdo (nella foto in basso) sulla crisi della natalità in Italia firmato da Camillo Langone. La ricetta per incentivare le donne a far figli, secondo Libero, sarebbe quella di togliere loro i libri, di non farle studiare o, come scritto testualmente, “di chiudere qualche facoltà per aprire più reparti maternità”. Agghiacciante.

 

http://letteraviola.it/2011/11/libero-shock-togliete-i-libri-alle-donne-e-torneranno-a-far-figli-foto/

nov
21

MADRE O NON MADRE

Categoria:

Donne, Italia, Lavoro, madre

avere un figlio oggi è un privilegio?

Il gruppo maternità lancia la grande inchiesta web

In Italia il tasso di fecondità è 1, 4 figli per donna, uno dei più bassi d’Europa. Il risultato di una scelta o di un contesto sociale indadeguato?

Il gruppo Maternità&Paternità lancia la prima grande inchiesta web per scoprire quali sono i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne di fronte alla sfida della maternità.

Sei nata tra il 1970 e il 1989? Sei residente in Italia? Partecipa al questionario Madre o non Madre .

Vai al link:

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dGlyb3MxM0pSdUkxOFF2OU1xZzRYQ3c6MA

Testo completo della proposta:

http://maternitapaternita.blogspot.com/p/avere-un-figlio-oggi-e-un-privilegio.html
Pubblicato da Gruppo Maternità&Paternità mercoledì 2 novembre 2011

uccisi 14 sciamani peruviani

Gli ultimi custodi della terra

Lo sciamano, l’ultimo custode della Terra, delle antiche conoscenze spirituali di un popolo…
Anche questa una “specie” in estinzione. Una forma di pulizia etnica è quella che sta avvenendo in Perù negli ultimi venti mesi. Infatti sono stati uccisi quattordici sciamani in questo paese.

Uno degli sciamani destinati alla morte, Inüma Bautista, è riuscito a sopravvivere. L’uomo è stato colto in un’imboscata, ma è riuscito a sopravvivere ai colpi di machete, che hanno comunque causato la perdita di un braccio e lasciato profonde cicatrici in tutto il corpo. Dopo essersi ripreso dalle ferite, Inüma Bautista ha testimoniato sul coinvolgimento del fratello del sindaco della città di Balsa come uno dei killer.
Se volete leggere tutta questa tristissima storia potete andare qui, sul sito “Salva le foreste”:

http://www.salvaleforeste.it/201111081591/serial-killer-di-sciamani-peruviani.html
La morte tragica di questi sciamani rappresenta anche la perdita di un enorme corpo di conoscenze sulle piante della foresta pluviale. Non solo: gli sciamani sono gli antichi custodi della spiritualità del Perù, che ha già tanto sofferto per tutto quello che, dallla scoperta dell’America in poi, è stato fatto per annientare l’antica cultura Inca.
Sono una sostenitrice e ammiratrice del curandero peruviano Mamani, autore di libri che mi hanno aiutato nel mio processo di trasformazione personale. L’ho conosciuto di persona e credo che sia una persona che ha tanto da dare alla nostra civiltà moderna.
E’ per questo che avverto, ancor di più, che l’uccisione di queste persone è una grave perdita per tutti.
Come dice Mamani: “Essere uno sciamano oggi vuol dire essere un conoscitore della Natura e usare le leggi della Natura per aiutare gli altri. Il curandero non guarisce solo il corpo o l’anima individuale, ma guarisce tutta la comunità. Il curandero è in grado di influenzare gli elementi della Natura proprio perché ne conosce le leggi. Quella che sembra magia è in realtà un’applicazione delle leggi. L’amore e la conoscenza stanno alla base del suo potere e il suo anelito deve essere quello di aiutare gli altri. Nel mio caso specifico, nel mondo occidentale, significa divulgare un messaggio di rispetto per la Natura e di raggiungimento di una maggiore spiritualità per dar vita a una società amorevole e pacifica.”

 

http://www.terraemadre.com/2011/11/uccisi-14-sciamani-peruviani-gli-ultimi-custodi-della-terra/

Favour ha ventisei anni, e già tre figli

Le hanno promesso un lavoro redditizio da badante

 

Ha lo sguardo semplice di chi ti guarda dritto negli occhi senza minaccia. Favour ha ventisei anni, e già tre figli. Manuel, l’ultimo, è nato a Napoli e non ha nemmeno dodici mesi. Quando è partita dal suo villaggio, a sud della Nigeria, le hanno promesso un lavoro redditizio da badante.

Quei 7.798.950,00 naira – circa 45mila euro – che le avrebbero prestato per il viaggio verso l’Italia, sarebbero stati, così le avevano assicurato, un po’ alla volta trattenuti dal suo stipendio. Favour accettò.

Prima di partire firmò qualcosa che assomigliava a un contratto. Poi ci fu il rito. Il voodoo. «Entrai nella capanna del capovillaggio. Era tutto buio, c’era solo una torcia accesa – racconta con il suo italiano stentato -. Mi tagliarono tre ciocche di capelli e le misero in una scodella di legno, mescolandole col mio sangue mestruale. Avevo paura». Un sortilegio legato a tradizioni secolari, alle antiche credenze di magia nera che come un macigno grava su quelle culture da millenni.

 

In Italia è arrivata dopo un viaggio durato più di 5 mesi. (continua…)

wednesday , 02 November 2011
Mother saves dozens of lives in Bingöl

suicide bombing

 

 

 

A mother of four, a woman who jumped into a suicide bomber in order to protect her children in an attack that killed two and injured 21 in Bingöl on Saturday saved the lives of dozens of people, experts say.

The attack is believed to have been carried out by the terrorist Kurdistan Workers’ Party (PKK), which has not denied responsibility.

The attack occurred near a Justice and Development Party (AK Party) office in the predominantly Kurdish city at 1:20 p.m. on Saturday. Details surrounding the attack began to surface Sunday, with witnesses stating that a woman who has been identified as Hatice Belgin threw herself onto the female suicide bomber, who was trying to detonate explosives strapped to her body, in order to protect her children. Belgin had been shopping in the area with her three children. Her sacrifice saved many lives, Development Minister Cevdet Yılmaz said.

 

 

For more, please see this:

http://www.todayszaman.com/news-261412-mother-saves-dozens-of-lives-in-bingol-suicide-bombing.html

Copyright © 2012 Donne senza frontiere | Movimento per la giustizia - Tutti i diritti riservati | Designed by graphics01.com
Powered by Wordpress