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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Cosa penso della categoria ‘Interviste’

Lezione numero uno

Bianca

 

 

La lezione che oggi ha imparato il gruppo di Donne Senza Frontiere ascoltando la storia della signora Bianca.
Quando ci ha chiamate parlava di alcuni problemi alla sua abitazione, sottolineando di essere completamente sola e chiedendoci spiegazioni sulla prassi da adottare per rilievi tecnici. Ci siamo consultate ed in quattro  abbiamo deciso di andare a trovarla. E così l’abbiamo conosciuta. Pensavamo di incontrare una signora molto anziana, dato che ci aveva detto di avere 80anni e che quindi fosse più semplice spiegare personalmente che al telefono le procedure burocratiche.
Stupidi pregiudizi. La signora Bianca, classe 1932, ha 80 anni, ma solo all’anagrafe. La vedi e non puoi non pensare “caspita non è possibile, sembra più giovane di almeno dieci anni!” Bastano poche battute e si capisce che appartiene ad un’altra generazione, quella di donne con un carisma e ed una tempra impareggiabile, anche ed ancora ad ottant’anni. Mi ha fatto pensare subito alle mie nonne. “Sono donne di altri tempi” è la frase che mia madre mi ripete sempre, caparbie e più forti fisicamente e spiritualmente, nate e cresciute in quell’Italia fatta di guerre e privazioni, dove si viveva con più semplicità e l’essenziale era davvero limitato.
La signora Bianca è in effetti come una nonna, che con i suoi racconti ci porta indietro nel tempo. Ci parla della guerra e della sua famiglia d’origine, il tono della voce si indebolisce quando racconta dei bombardamenti della città di Genova che le hanno portato via la sorella Titti, ma si ravviva nel ricordare gli anni passati a Palermo girovagando tra i mercati arabeggianti della città, dove ha conosciuto il suo grande amore.
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Anna Politkovslaja prima di venire assassinata dalla mafia di stato russa

di Rubina Möhring (traduzione italiana inedita di Riccardo Novello)

 

Il perché della guerra – Reporter in tempo di guerra. Akademietheater, Vienna 11.12.2005

 

Quella che pubblichiamo è un intervista inedita in Italia, ove la coraggiosa reporter, assassinata qualche mese dopo, parlando delle sistematiche violazioni dei diritti umani nel suo Paese, delle continue minacce di morte e dei paricoli che corrono i giornalisti indipendenti, preannuncia la sua esecuzione da parte della mafia di Stato russa vicina al Cremlino (n.d.r.).


Anna Politkovskaya

Rubina Möhring: Anna, nel contributo che abbiamo appena citato, tratto dal Suo libro, Lei ha descritto quale disegno persegue la politica nei confronti dei mass-media in Russia, sia nel periodo successivo a Beslan sia dopo l’attacco al teatro di varietà „Nordost” nel 2002. In quale misura questa politica di propaganda unilaterale, questo metodo di propaganda raggiunge in realtà il suo obiettivo, ovvero la popolazione? Sappiamo bene dalle notizie che ci giungono anche da altri stati, anche dall’Occidente, che se l’informazione è troppo unilaterale, allora si finisce per non credere affatto alle informazioni stesse. (altro…)

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