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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Archivio per dicembre, 2013

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=XL7M3ykTci0

 

 

A 50 anni dalla morte di Kennedy si analizza un nuovo volto del presidente. J.F. Kennedy come difensore dei diritti civili


E’ da poco passato il cinquantesimo anniversario della morte di John F. Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio 1961 al 22 novembre 1963, data del suo storico assassinio a Dallas, in Texas.

Egli, oltre che per le vicende della guerra fredda, è ricordato per essere stato un grande paladino dei diritti civili, in particolar modo della componente afroamericana, che, proprio in quegli anni, incominciava a far sentire la propria voce con esponenti di rilievo quali Martin Luther King.

Risale infatti alla sua presidenza l’episodio dell’11 giugno del 1963, quando i primi studenti afroamericani riuscirono ad iscriversi nell’università d’Alabama. Questo stato, così come tutti gli altri nel sud degli Stati Uniti, all’epoca era ancora contraddistinto da una forte componente razzista. Nella zona meridionale, infatti, godevano di grande attenzione associazioni quali il Ku Klux Klan e le riforme contro la segregazione degli afroamericani trovavano sempre grande difficoltà di messa in atto, in opposizione ai più progressisti stati settentrionali.

L’episodio in questione ottenne subito notevole risalto presso l’opinione pubblica per la resistenza e l’opposizione che suscitò non solo nella popolazione locale non di colore, ma soprattutto nello stesso  presidente dello stato, George Wallace. Costui arrivò a porsi sulla porta d’ingresso dell’università in modo da impedire loro il passaggio, giustificando tale intervento con l’autonomia del proprio singolo stato rispetto alle decisioni federali.

Fu dunque fondamentale in questo frangente l’intervento diretto di Kennedy. Questi, venuto a conoscenza dei fatti, prima chiamò Wallace e gli intimò di non opporre ulteriore resistenza. Dopodichè, attraverso un decreto, rese l’esercito dell’Alabama federale, ponendolo pertanto sotto il proprio comando diretto. Scortati dai militari, i due studenti, Vivian Malone e James Hood, poterono quindi, finalmente, fare il loro ingresso nell’università e iscriversi ad essa, avvenimento per il quale avevano dovuto attendere ben due anni, nonostante  fosse un loro diritto moralmente e legalmente sancito.Nello stesso giorno, Kennedy informò attraverso un messaggio radiotelevisivo la nazione e il resto del mondo del significativo avvenimento.

 

La straordinarietà di tale fatto è dovuta non solo all’unicità del gesto e all’esempio che poi costituì per i casi futuri, ma anche in quanto affermazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Si trattò, infatti, di preservare sia il diritto allo studio di due studenti che di determinare l’uguaglianza tra persone di diverso colore.

Forse in epoca attuale, in cui è comune vedere classi con studenti di varie etnie e classi sociali e in cui lo studio più che un diritto, almeno per quanto riguarda l’istruzione obbligatoria, non di rado è considerato quasi un dovere, ciò può sembrare naturale, tuttavia all’epoca non lo era e, se le cose sono cambiate e ci appare in tal senso, lo si deve certamente a singoli avvenimenti quali quello dell’11 giugno 1963 nell’università d’Alabama.

 

http://www.jfklibrary.org/JFK/Historic-Speeches/Multilingual-Address-to-the-Nation-on-Civil-Rights/Multilingual-Address-to-the-Nation-on-Civil-Rights-in-Italian.aspx

 

 

A cura di: Ander Maglica

 

Ginecologi, infermieri, psicologi e assistenti sociali: L’Offerta del Consultorio

 

Cos’è il consultorio ? Il Consultorio familiare è una struttura sanitaria pubblica o privata  che ha la funzione di sostenere le famiglie o il singolo qualora si trovi in alcune particolari situazioni di bisogno.

I consultori non si occupano, come spesso si crede,  di offrire un servizio alla donna solo in caso di interruzione o impedimento della gravidanza. Al loro interno infatti collaborano diverse figure che offrono variegate forme di assistenza.

Innanzitutto ginecologi ostetrici e infermieri, per la prescrizione di contraccettivi orali e l’ applicazione di contraccettivi meccanici, per le procedure  di interruzione volontaria di gravidanza (I.V.G.), per la  prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile (visite, pap-test, esame del seno e tecniche dell’autoesame), per il monitoraggio della gravidanza, ecografie, cardiotografie, colposcopi.
Psicologiassistenti sociali per la preparazione alla genitorialità responsabile, per fornire sostegno alla donna o alla coppia in caso di interruzione volontaria di gravidanza, per i problemi della donna o della famiglia, per fornire consulenza psico-sessuale.

Anche i minori possono utilizzare i servizi offerti dal consultorio. In particolare essi possono direttamente rivolgersi a psicologi e assistenti sociali nel caso di maltrattamenti in famiglia, disagio giovanile o più semplicemente per ottenere informazioni circa i metodi di contraccezione e il loro corretto utilizzo.

I servizi offerti dal consultorio non sempre vengono sfruttati come dovrebbero, un po’ per disinformazione, un po’ per il disagio che si prova nel parlare della propria sessualità.

 

E’ necessario diffondere una corretta informazione circa questi servizi, non solo per impedire gravidanze indesiderate o il ricorso a contraccettivi di emergenza, ma ancora di più per impedire  il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili oppure che situazioni di disagio vissute in famiglia o in coppia rimangano senza voce.

 


http://www.comuni-italiani.it/salute/consultori.html
http://www.comuni-italiani.it/015/consultori.html

 

 

a cura di: Laura Caradonio

MILANO, WOMEN’S CIRCLE – Ex-Palazzo del Ghiaccio di Milano

Riadattando il refrain di People Have the Power, indimenticabile canzone di Patti Smith, scritta da Bruce Springsteen, il The Circle di Oxfam, lanciato in Italia da Livia Firth e Antonella Antonelli, ritorna a Milano il 5 Dicembre 2013, a un anno esatto dal primo appuntamento, che aveva visto protagonista la sua fondatrice Annie Lennox. Per dipanare il filo delle sfide vinte e di quelle da lanciare, le oltre 150 donne di The Circle di Oxfam Italia, provenienti dai settori più diversi – cultura, spettacolo, imprenditoria, giornalismo, moda –, hanno organizzato Women’s Circle 2013, evento di raccolta fondi a favore delle donne che in tante parti del mondo vivono ancora escluse dalla vita economica, sociale e politica del proprio paese.

 

Dichiarazione di Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International

“Nel mondo una persona su tre vive in povertà, una realtà inaccettabile che Oxfam vuole cambiare. L’esperienza di The Circle in Italia e altrove nel mondo va esattamente in questa direzione e rappresenta bene il concetto di power of people against poverty. Tutti possono – con gesti piccoli e grandi – dare un contributo per sconfiggere fame e povertà. Lavoriamo in oltre 90 paesi, salviamo vite quando sono travolte da disastri naturali e conflitti, come sta accadendo in questi giorni nelle Filippine. Lavoriamo con le donne, perché sono loro che provvedono alla maggior parte del cibo per le famiglie e l’intera comunità. Insieme a loro, vero motore di cambiamento locale, possiamo costruire il futuro.

 

The Circle è un’iniziativa di Oxfam. Nato a Londra nel 2008 grazie alla volontà di Annie Lennox, e oggi promosso in Italia grazie al supporto di Livia Firth, è costituito da donne di differenti ambiti (cultura, arte, spettacolo, moda, editoria, imprenditoria…) che insieme si confrontano, si scambiano idee, realizzano progetti concreti per sostenere le donne che vivono in povertà nel mondo.
Le donne di The Circle apportano idee, contatti, abilità ed entusiasmo per sostenere Oxfam Italia  nel combattere la povertà e l’ingiustizia, favorendo azioni di raccolta fondi, comunicazione  e sensibilizzazione.

 

Dichiarazione di Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia

“The Circle è un Movimento di Donne per le Donne, che si propone di aiutare le donne che vivono in condizioni disagiate in ogni parte del mondo, ad uscire dalle condizioni di ingiustizia che ne determinano la povertà. Siamo convinti che riconoscere i diritti delle donne e promuoverne l’accesso a risorse quali la terra, l’istruzione, il credito, rappresenti un passo essenziale per lo sviluppo di ogni paese e comunità, in ogni parte del mondo. In due anni di attività abbiamo allargato il cerchio delle donne che con generosità  ci sostengono in ogni parte d’Italia, hanno dato vita a eventi e iniziative, nei settori dell’arte, della moda, della medicina, dello sport, dello spettacolo. Ringrazio di cuore tutte le donne che con passione hanno messo a servizio di Oxfam tempo, energia e professionalità.”

 

http://www.oxfamitalia.org/the-circle/the-circle

 

 

Attrice, doppiatrice, scrittrice mostra tutta la forza della sua vita.

Tutti conosciamo Anna Marchesini, ha appena compiuto 60 anni, è malata, ha l’artrite reumatoide, e non ha problemi a dirlo. Sembra un attacco molto severo al suo corpo che però  non logora il suo stato vitale anzi lo rafforza e probabilmente lo sublima. Un grande esempio di donna creativa e dinamica, un grande esempio di “Arte Dell’Umanità!”. Anna sempre vince perché è spontanea, pone se stessa di fronte ad una realtà insopportabile e lo fa con una lucidità che a tratti spaventa. Forza alcune corde nella sua confessione (Amo a tal punto la vita, che parlo di morte) e non si può fare altro che stare lì ad osservarla con ammirazione, perché quella testa alta ci inorgoglisce come esseri umani, ci da la possibilità di pensare che siamo capaci, per natura, ad ambire alla sua serenità. Nella trasmissione “Che tempo  che fa” di Fabio Fazio parla di vita, di morte, di verità e talento, di invisibile …

 

Il link

http://www.youtube.com/watch?v=z9uuPtqNtek

p.s. Questa donna ora, nel 2013, scive e pubblica il nuovo libro  “Moscerine” e l’anno prossimo reciterà in vari teatri, portando in scena “Da sola”.

 

 

 

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