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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Archivio per novembre, 2013

 

 

KENYA: Kaia aveva undici anni quando è stata assalita e violentata mentre andava a scuola. Un’insegnante l’ha portata in ospedale, ma poi ha dovuto addirittura corrompere la polizia anche solo per poter sporgere denuncia.


La reazione di Kaia è stata di un coraggio incredibile. Ha denunciato la polizia per non aver fatto il necessario per proteggerla. E la cosa ancora più incredibile è quello che è accaduto subito dopo.
In Kenya, il paese dove vive Kaia, una donna o una ragazza vengono stuprate ogni 30 minuti. La polizia di norma chiude gli occhi, isolando ulteriormente le giovani sopravvissute e rinforzando l’idea che lo stupro è accettato. Kaia e altri dieci altri giovani sopravvissute hanno deciso di averne abbastanza. Nel giorno del processo, ignorando le minacce ricevuto e i blocchi di sicurezza hanno marciato dalle loro case fino al tribunale, intonando lo slogan “Haki yangu” — che in Kiswahili “Voglio i miei diritti.” Dopodiché il giudice ha emesso la sentenza: le ragazze avevano vinto!

 

Le attiviste e avvocatesse per i diritti umani che hanno lavorato con Kaia sono pronte a portare processi simili contro le forze dell’ordine dentro e fuori dai confini del continente africano, ma hanno bisogno di fondi per farlo, ricordando alla polizia che lo stupro è un crimine, e facendo incredibili passi avanti per mettere fine alla guerra globale contro le donne. Quando la storia di Kaia è iniziata, sembrava destinata a diventare una delle innumerevoli giovanissime vittime di violenza ignorate dalla polizia. Ma l’attivista keniana per i diritti dei bambini Mercy Chidi e l’avvocato per i diritti umani Fiona Sampson hanno unito le forze per sfidare questa ingiustizia nei tribunali. Il piano è stato messo in piedi in Kenya da un gruppo di colleghi di Canada, Kenya, Malawi e Ghana: sembrava davvero ambizioso denunciare la polizia per non essere entrata in azione, ma hanno insistito e assunto molti rischi … e hanno costruito un pezzo della storia dei diritti umani.

 

In quanto cittadini, spesso ci rivolgiamo ai leader politici e altri rappresentanti delle istituzioni affinché facciano sul serio per proteggere i diritti delle donne. È importante continuare a farlo, ma ogni volta che non riusciranno ad ascoltare le loro coscienze, dovremo avere il coraggio di toccare nel profondo i loro interessi portandoli nei tribunali. Questo manderà un messaggio potentissimo: non solo ci sono nuove conseguenze per questi crimini, ma l’epoca in cui la cultura delle nostre società ammetteva si disprezzassero le donne senza ripercussioni sta per finire.

 

Per approfondimenti

https://secure.avaaz.org/it/take_kaias_win_global_loc_nd/?bkHKnbb&v=31459

“Forma di donna” al Pertini, contro la violenza sulle donne

“Come l’operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo”.

Juliet Mitchell


L’esposizione “Forma di donna” vedrà le opere della fotografa Margherita Magni e dall’artista Silvia Torri, in occasione della “Giornata contro la violenza sulle donne”, con il patrocinio del Comune di Cinisello Balsamo.

Le immagini esposte, accompagnate da suggestioni visive e uditive, indagano la forma femminile sia attraverso il punto di vista reificante della società, presentandola scomposta in dettagli, sia come dovrebbe essere: nella sua integrità, nella sua dignità e nella sua forza.
Spesso la violenza non si manifesta solo nelle azioni brutali, ma assume le forme subdole, “a partire dai media”, della manipolazione dell’immagine e nella quotidiana corrosione dell’identità più intima del genere femminile, che distorce perfino la percezione di se stessa. La mostra, che si compone delle fotografie di Margherita Magni e dell’intervento artistico di Silvia Torri, ha l’intento di riscoprire la dignità della donna nella sua forma più libera.

L’installazione si compone di otto scatti in bianco e nero. Un percorso di immagini dove il corpo femminile si presenta dapprima frammentato: sei fotogrammi ritraggono gambe, naso, piedi, mani, occhi. Una donna fatta a pezzi, ma che si ricompone nei due scatti finali dove, l’attrice ritratta Silvia Napoletano, riacquista la sua forma intera.Ai pannelli fotografici si alterneranno le trascrizioni di alcune interviste raccolte tra gli uomini di Cinisello Balsamo. Risposte sincere alla domanda “Che ruolo hanno le donne?”, catturate per le strade della città. Come sottofondo audio all’installazione, inoltre, sarà diffuso il celebre monologo di Franca Rame “Lo Stupro”, scritto dopo la violenza sessuale subita dall’attrice.

«Questa installazione vuole rappresentare la frammentazione dell’immagine della donna come è presentata dalla società e dai media: parti di corpo senza personalità, usate come attrattiva per gli uomini  – spiega la fotografa Margherita Magni –. Le immagini in cui il corpo femminile compare di nuovo intero rappresentano un riscatto da questa violenza, la forza di affermare la propria identità per combattere questa oppressione».

 

Presso la Sala Incontri del Centro culturale Il Pertini, piazza N. Confalonieri 3, Cinisello Balsamo (MI)

da sabato 23 novembre a domenica 1° dicembre 2013:
– da domenica a martedì, 15.30-18.30
– da mercoledì a sabato, 18.30-21.00

http://www.ilpertini.it/

http://cinisello-balsamo.milanotoday.it/mostra-fotografica-forma-di-donna-1-dicembre-2013.html

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