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"La Giustizia è come il sole. Una società che ne è priva vive nell'ombra. Facciamo entrare il sole della Giustizia nel cuore degli uomini" (D.Ikeda)

Archivio per ottobre, 2011

omosessualità

Tra repressione e tolleranza

 

Questa estate il Parlamento italiano respingeva il ddl contro l’omofobia che mirava a introdurre l’aggravante dell’omofobia nelle fattispecie di reato, accogliendo la pregiudizievole di costituzionalità presentata dall’Udc, nonostante l’ondata di violenza omofoba che aveva investito l’Italia in quei mesi e soprattutto la capitale Roma. In una circolare il Ministro dell’Interno ha recentemente vietato agli Ufficiali dello Stato Civile di trascrivere i matrimoni omosessuali contratti all’estero da cittadini italiani, nonostante che da nessuna parte nella nostra legislazione lo stesso sesso sia esplicitamente individuato come una causa ostativa al matrimonio. Mentre da noi si dibatte sull’incostituzionalità della pubblicità di un mobilificio che ritrae una coppia omosessuale in un altro continente, ad un altro fuso orario, per la precisione in Sudafrica esiste una legislazione non solo aperta, ma anche fortemente garantista per quel che concerne i diritti dei cittadini omosessuali: dal 2006 sono riconosciuti i matrimoni tra persone dello stesso sesso (primo Paese in Africa) e dal 1996, poco dopo l’elezione dell’ANC di Nelson Mandela c’è una vera e propria protezione costituzionale dell’orientamento di genere. Il Sudafrica è tra l’altro un Paese che dopo la terribile esperienza della colonizzazione anglo-boera e dell’apartheid ha fatto della protezione e della tutela delle diversità la propria bandiera e il proprio segno distintivo (è chiamata “nazione arcobaleno” e ha tre diverse capitali). I confini della Repubblica comprendono tra l’altro nazioni come (Namibia, Botswana, Zimbawe, Mozambico, Swaziland e Lesotho) che presentano legislazioni fortemente repressive dell’omosessualità (talvolta è prevista un’ammenda molto forte o la prigione o i lavori forzati). Questo esempio di civiltà dovrebbe far riflettere, soprattutto considerate le forte problematiche sociali che il Sudafrica si è trovato ad affrontare, in eredità dai governi precedenti, con il loro carico di povertà, miseria e debiti sovrani che per tenere il passo delle politiche del FMI la nuova e democratica nazione si è assunta (spesso sacrificando servizi essenziali, come l’istruzione pubblica).

(altro…)

palazzo delle Stelline , Corso Magenta 61, Milano

Donne senza Frontiere si presenta

 

 

Il volontariato si mette in mostra, rassegna nel weekend con 200 associazioni nonprofit

200 associazioni presentano la propria attività in singoli stand informativi e raccontano, tutte insieme, l’essenziale ruolo del volontariato nella societ&agrave. Un’occasione unica per conoscere in modo diretto le infinite possibilità per “diventare volontari” nella realtà milanese.

 

Nelle due giornate le associazioni di volontariato si presentano al pubblico con:
200 singoli stand informativi
35 tra dibattiti, incontri e seminari
proiezione filmati non-stop
spettacolo teatrale

 

«È per far conoscere la parte sana e positiva della città»

 

Dalle ore 10.00 alle ore 18.30 Ingresso libero e gratuito

Info: 02 48012060 – volontariato@aim.milano.it

 

http://www.aim.milano.it/aim/volontariato/

nell’84% dei casi gli assassini sono conoscenti

Mariti, Partner o Ex

Nei primi nove mesi del 2011 ogni tre giorni una donna ha perso la vita in Italia, vittima di violenza. Da gennaio a settembre ne sono state uccise 92 come ha censito una ricerca della Casa delle donne di Bologna, mentre nell’intero 2010 le vittime, “ammazzate perchè donne “, sono state 127, in aumento del 6% rispetto al 2009. Sono i numeri presentati alla vigilia della XIII Conferenza internazionale sulla violenza di genere, promossa da Women Against Violence Europe.

I numeri dei femmicidi già avvenuti nel 2011 in Italia sono ufficiosi ma non ufficiali. E’ enorme e resta sconosciuto, perchè i dati del ministero dell’interno sugli omicidi non sono spesso accompagnati dal movente. Intanto i delitti ai danni delle donne dal 2005 ad oggi hanno registrato una crescita ininterrotta ed i numeri ribadiscono che il 70% dei casi di violenza è di cittadini italiani contro cittadine italiane e che solo di rado gli omicidi di donne sono ad opera di sconosciuti. Nell’84% dei casi infatti sonno state uccise da persone note o conosciute: mariti, ex partner e vicini di casa.

 

Pubblicato in: metroitalia

mercoledì 18 maggio 2011
Conferenza a Kiev
Organizzata nei giorni 24 e 25 maggio a Kiev, nell’ambito della Presidenza ucraina del Comitato dei Ministri, la conferenza rientra in una serie di iniziative del Consiglio d’Europa destinate a promuovere, con il sostegno dei governi e di altri partner, l’adozione di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza sui bambini. Obiettivo della conferenza è la raccolta di buone prassi nel campo dell’attuazione delle strategie nazionali integrate volte a proteggere i diritti dei bambini e ad eliminare la violenza nei loro confronti.

 

Per maggiori informazioni si consultino i seguenti siti: www.ditu.gov.ua, www.coe.int/children, www.unicef.org.ua e http://eeas.europa.eu/delegations/ukraine/

giovedì 19 maggio 2011

Convenzione del Consiglio d’Europa

Violenza contro le donne: la convenzione del Consiglio d’Europa
Il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne ed alla violenza domestica è stato firmato l’11 maggio scorso, ad Istanbul, da tredici Stati membri del Consiglio d’Europa. La nuova convenzione del Consiglio d’Europa ha l’obiettivo di creare un quadro globale che mira a proteggere le donne contro ogni forma di violenza ed a prevenire, perseguire ed eliminare la violenza domestica. La convenzione mette ugualmente in opera un meccanismo internazionale per controllare la sua attuazione a livello nazionale. I paesi non membri del Consiglio d’Europa e l’Unione europea possono ugualmente aderirvi. Fino ad oggi i paesi firmatari sono: Austria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Montenegro, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Turchia.

 

Per maggiori informazioni si consultino i seguenti siti: www.ditu.gov.ua, www.coe.int/children, www.unicef.org.ua e http://eeas.europa.eu/delegations/ukraine/

DOSSIER ANNA: UN OMICIDIO DI STATO


Da anni, dopo essere stata avvelenata, denunciava di essere minacciata per le sue battaglie di verità e giustizia.

 

Anna Politkovskaya

Nell’Anniversario del suo vile assassinio, da parte della mafia di Stato russa, avvenuto a Mosca, il 7 ottobre 2006, desideriamo rendere onore alla valorosa collega Anna Politkovskaya, giornalista famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e le brutalità compiute dalle truppe federali. Anna è stata freddata dai killer del potere nell’ascensore della sua abitazione moscovita con un colpo secco alla testa e i vili mandanti, come gli esecutori materiali, sono rimasti ovviamente “ignoti” alla magistratura asservita al Cremlino, nonostante la polizia russa abbia rinvenuto l’arma dell’esecuzione politico-mafiosa e sequestrato il computer della Politkovskaja con tutto il materiale che la coraggiosa giornalista stava per pubblicare, tramite l’editore della Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, proprio il giorno in cui è stata uccisa. Un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov. Muratov aggiunge che risultano sparite anche due foto. Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla Novaya Gazeta.


Anna aveva 48 anni e due figli. Scriveva per il quotidiano dell’opposizione Novaya Gazeta. Nel settembre del 2004, mentre si apprestava a recarsi a Beslan per seguire il sequestro e il massacro degli ostaggi nella scuola numero 1 del capoluogo dell’Ossezia del Nord, era rimasta vittima di un misterioso avvelenamento da lei attribuito ai servizi segreti russi. Alle vicende del conflitto ceceno si era appassionata alla fine degli anni ’90, e non solo come cronista: nel dicembre del 1999 fu lei a organizzare, sotto una pioggia di bombe, l’evacuazione dell’ ospizio di Grozny, mettendo in salvo 89 anziani. (altro…)

Anna Politkovslaja prima di venire assassinata dalla mafia di stato russa

di Rubina Möhring (traduzione italiana inedita di Riccardo Novello)

 

Il perché della guerra – Reporter in tempo di guerra. Akademietheater, Vienna 11.12.2005

 

Quella che pubblichiamo è un intervista inedita in Italia, ove la coraggiosa reporter, assassinata qualche mese dopo, parlando delle sistematiche violazioni dei diritti umani nel suo Paese, delle continue minacce di morte e dei paricoli che corrono i giornalisti indipendenti, preannuncia la sua esecuzione da parte della mafia di Stato russa vicina al Cremlino (n.d.r.).


Anna Politkovskaya

Rubina Möhring: Anna, nel contributo che abbiamo appena citato, tratto dal Suo libro, Lei ha descritto quale disegno persegue la politica nei confronti dei mass-media in Russia, sia nel periodo successivo a Beslan sia dopo l’attacco al teatro di varietà „Nordost” nel 2002. In quale misura questa politica di propaganda unilaterale, questo metodo di propaganda raggiunge in realtà il suo obiettivo, ovvero la popolazione? Sappiamo bene dalle notizie che ci giungono anche da altri stati, anche dall’Occidente, che se l’informazione è troppo unilaterale, allora si finisce per non credere affatto alle informazioni stesse. (altro…)

Ott
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Donne |

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PER TUTTE LE DONNE D’ITALIA E DEL MONDO …

 

  • che hanno il coraggio di lottare per il bene e denunciare il male;
  • Per le donne di ogni Paese, razza, colore, opinione politica, religione, discriminate per la loro condizione, esiliate o uccise per le loro idee che si battono per il rispetto della dignità umana e l’affermazione della legalità contro ogni forma di prevaricazione;
  • Per tutte le madri coraggio lasciate sole dalle Istituzioni e dallo Stato;
  • Per tutte le donne che credono nella vera Giustizia e nella Libertà.

 

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